{"id":712,"date":"2012-03-02T14:34:47","date_gmt":"2012-03-02T14:34:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.kgfree.com\/yoga\/?p=712"},"modified":"2012-08-21T16:28:13","modified_gmt":"2012-08-21T16:28:13","slug":"i-cinque-testi-dello-hatha","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/i-cinque-testi-dello-hatha\/","title":{"rendered":"I cinque Testi dello Ha\u0163ha"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->[image source_type=&#8221;attachment_id&#8221; source_value=&#8221;775&#8243; align=&#8221;left&#8221; size=&#8221;medium&#8221; width=&#8221;200&#8243; height=&#8221;200&#8243;]Lo studio che presentiamo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ottobre del 1966 sulla rivista <em>Yoga-m\u00eem\u00e2ms\u00e2<\/em> edita dal <strong>Kaivalyadh\u00e2ma Institute<\/strong> di Lo\u0146\u00e2vla (Bombay) ed \u00e8 stato riproposto tradotto dall\u2019inglese in versione assolutamente integrale in diversi numeri di Jyoti Yoga Dar\u015fanam (a partire dal numero 24 \u2013 luglio 98), rivista trimestrale pubblicata dal Centro Purna Yoga.<br \/>\nLa Yoga- m\u00eem\u00e2ms\u00e2, fin dalla fondazione nel 1924, si \u00e8 distinta per il taglio rigorosamente scientifico degli articoli e per l\u2019approfondimento puntuale dei temi della disciplina, percorrendo le strade della ricerca all\u2019interno del patrimonio delle tradizioni classiche.<br \/>\nIl lavoro sui Cinque testi dello Ha\u0163ha mantiene ancora oggi tutta la sua vitalit\u00e0 e pu\u00f2 essere di grande aiuto al lettore che voglia seguire una traccia chiarificatrice sul senso e le caratteristiche di opere cardine all\u2019interno dell\u2019universo Yoga.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #be5100;\">I CINQUE TESTI DELLO HA\u0162HA\u00a0(*)<\/span><\/h3>\n<p><strong>Uno studio comparativo del Dr. S.A.SHUKLA<br \/>\n<\/strong>(A partire da questo numero \u2013 luglio 98, iniziamo uno studio della prestigiosa rivista YOGA-M\u00ceM\u00c2MS\u00c2 di Lo\u0146\u00e2vla)<\/p>\n<p><em>Parte prima<\/em><\/p>\n<h4>Ambito di studio<\/h4>\n<p>Ci si propone di intraprendere, nelle seguenti pagine, un\u2019indagine comparativa dei testi, in modo da evidenziare le loro caratteristiche, comuni e distintive, riguardo sia al soggetto dell\u2019argomento che al metodo della trattazione.<br \/>\nE\u2019 evidente che questi testi riguardano innanzi tutto la teoria e la pratica dello Ha\u0163ha Yoga, ma con enfasi diversa sulle due parti, cio\u00e8 Ha\u0163ha e R\u00e2ja. Cos\u00ec, mentre la Ghera\u0146da Samhit\u00e2, la Ha\u0163haprad\u00eepik\u00e2 e la Gorak\u015fa\u015batakam possono essere prese in considerazione come classici manuali di istruzione alle pratiche dello Ha\u0163ha Yoga, la \u015aiva Samhit\u00e2 e la Siddhasiddh\u00e2ntapaddhati si distinguono dagli altri (con implicito senso di superamento \u2013 n.d.r.), sia nel progetto che nell\u2019attuazione. Per esempio, \u015aiva Samhit\u00e2 apre con una lunga esposizione sulla causa, la condizione e lo scopo della vita umana ed anche nei successivi capitoli la descrizione delle pratiche yogiche \u00e8 mescolata con materiale della stessa natura. Siddhasiddh\u00e2ntapaddhati, che \u00e8 fondata su toni ancora pi\u00f9 elevati, profusamente tratta delle dottrine centrali del N\u00e2thismo e menziona le pratiche Yoga semplicemente per mostrare la loro inadeguatezza a raggiungere la meta e la loro assoluta futilit\u00e0 se\u00a0<strong>praticate per esse stesse<\/strong>, senza raggiungere la\u00a0<strong>Paramapada<\/strong><em>(Siddhasiddh\u00e2ntapaddhati \u2013 cap. VI)<\/em>.<\/p>\n<h4>Retroterra Advaitico<\/h4>\n<p>La pi\u00f9 singolare caratteristica comune che presentano questi testi \u00e8 il retroterra filosofico che si rivolge verso la meta Advaita sulla quale sono costruiti i loro sistemi. Essa implica la realizzazione dell\u2019Unit\u00e0 dell\u2019Essere che \u00e8 in diversi modi espressa come Auto-Realizzazione o l\u2019Identificazione di, o piuttosto, come la fusione dello Spirito individuale nello Spirito Universale, o<strong>\u00a0\u015aiva\u015baktisam\u00e2yoga<\/strong>, o come il\u00a0<strong>Pindapadasamarasatva<\/strong>\u00a0del N\u00e2thismo.<br \/>\nCome il Siddhasiddh\u00e2ntapaddhati espone \u2013<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>\u015aivasy\u00e2bhyantare \u015baktih \u015baktar\u00e2bhyantarah \u015bivah<\/em><br \/>\n<em> Antaram naiva j\u00e2n\u00eey\u00e2t candracandrikayoriva\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0SSP. 4.26<\/em><\/p>\n<p>per esempio, \u015aiva dimora dentro \u015aakti. I due non dovrebbero essere pensati come differenti l\u2019uno dall\u2019altro, come la luna dalla luce della luna. (**)<br \/>\nRiferimenti a questo particolare obiettivo, cio\u00e8 la appercezione dell\u2019Unit\u00e0 dell\u2019Essere, si trovano generalmente nei versi introduttivi che enunciano il soggetto del discorso (***)(cfr. G\u015a 1.2; HP I -1.2; Gh. S I \u2013 2.5; \u015aS cap.I ). In secondo luogo, quando si descrivono i risultati (<strong>phala<\/strong>) cui si perviene mediante le pratiche Yoga individuali, gli autori evidenziano come c\u2019\u00e8 un sottile comune legame che collega queste pratiche e come queste, se debitamente eseguite, facciano avanzare, passo dopo passo, l\u2019aspirante verso l\u2019obiettivo portandolo inizialmente ad un funzionamento bilanciato della mente e del corpo. Infine, nella parte conclusiva dei testi, in particolare nella descrizione degli ultimi ben noti Yoganga, cio\u00e8 Praty\u00e2h\u00e2ra, Dh\u00e2ra\u0146\u00e2 e Sam\u00e2dhi, questo retroterra advaitico \u00e8 sentito e tenuto in grande rilievo. In breve, attraverso i testi, questa meta della realizzazione del S\u00e9 \u00e8 tenuta come una torcia per guidare l\u2019aspirante. A questo fine, i testi non si stancano mai di ribadire che le pratiche dello Ha\u0163ha Yoga sono impiegate semplicemente per servire il R\u00e2ja Yoga. Gli autori dei testi spesso enfatizzano questa complementarit\u00e0 o piuttosto, il carattere integrale dei due tipi di Yoga, Ha\u0163ha e R\u00e2ja. Anzi, c\u2019\u00e8 piuttosto un evidente tentativo di uguagliare i due tipi di Yoga, rendendo Kumbhaka un\u2019unit\u00e0 di tempo per misurare Dh\u00e2ra\u0146\u00e2, Dhy\u00e2na e Sam\u00e2dhi (G\u015a. 96) (****).<br \/>\nNel tentativo di dichiarare pubblicamente il fine Advaitico la \u015aS. dedica, come menzionato sopra, un intero capitolo facendo uso del M\u00e2y\u00e2v\u00e2da e di tutta la terminologia dei Vedanta Advaitici.<br \/>\nSiddhasiddh\u00e2ntapaddhati I, 2 virtualmente accetta l\u2019Aj\u00e2tiv\u00e2da riflessa nella Gaudap\u00e2dak\u00e2rik\u00e2 II, e poi procede con una dissertazione sul Para Brahman espresso (e nascosto \u2013 n.d.r.) in termini di N\u00e2thismo. In considerazione (nel senso di vista \u2013 n.d.r.) dell\u2019obiettivo, e con il suo stile filosofico, Siddhasiddh\u00e2ntapaddhati definisce l\u2019\u0100sana come\u00a0<em>svasva r\u00fbpe sam\u00e2sannat\u00e2<\/em>\u00a0cio\u00e8:\u00a0<strong>risiedere nella propria natura;<\/strong>\u00a0Dh\u00e2ra\u0146\u00e2 come\u00a0<em>sab\u00e2hy\u00e2bhyantara ekameva nijatattva-svar\u00fbpamev\u00e2ntahkara\u0146ena s\u00e2dhayet, yath\u00e2 yadyadutpadyate tattannir\u00e2k\u00e2re dh\u00e2rayet<\/em>, cio\u00e8:\u00a0<strong>fuori e dentro l\u2019unica natura del S\u00e9, egli familiarizzerebbe con il senso pi\u00f9 profondo<\/strong>. Ogni qual volta una qualunque cosa sorga (nella mente \u2013 n.d.r.) ci si dovrebbe fissare nell\u2019Assoluto senza forma, e non semplicemente fissare la mente su un particolare oggetto. Infine, definisce le Mudr\u00e2 come jiv\u00e2tma-param\u00e2tmanoreka-samvittih, e cio\u00e8:\u00a0<strong>conoscenza dell\u2019Unit\u00e0 del s\u00e9 individuale con il S\u00e9 Supremo<\/strong>\u00a0(SSP. VI \u2013 30).<br \/>\nAvendo considerato la parte introduttiva dei testi in riferimento all\u2019obiettivo dell\u2019Advaita, procederemo ad esaminare alcune pratiche rappresentative dello Ha\u0163ha Yoga descritte in essi per mostrare come gli autori abbiano abilmente amalgamato (nel senso di incastonato \u2013 n.d.r.) i prerequisiti dell\u2019obiettivo nella struttura delle loro tecniche, in aggiunta alle qualificazioni richieste (prerequisite \u2013 n.d.r.) alla persona eleggibile a ricevere le istruzioni, in questa Tradizione.<\/p>\n<h4>Mente e Corpo<\/h4>\n<p>Al principio (nel senso di esordire \u2013 n.d.r.), noi dobbiamo notare che gli autori hanno chiaramente stabilito alcuni importanti fatti di base circa la relazione tra la mente e il corpo che facilita enormemente la comprensione del processo che trasforma l\u2019organismo umano e lo qualifica per funzionare su piani pi\u00f9 alti di pensiero ed esperienza.<br \/>\nCos\u00ec, HP. IV \u2013 22.24 stabilisce:<br \/>\n<em><\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>hetudvayam tu cittasya v\u00e2san\u00e2 ca sam\u00eeranah<\/em><br \/>\n<em> tayorvina\u015f\u0163\u00e2 ekamimstau dv\u00e2vapi vina\u015byatah<\/em><br \/>\n<em> tulakriyau m\u00e2nasam\u00e2rutau hi<\/em><\/p>\n<p>cio\u00e8: \u201cLa mente \u00e8 resa attiva da due cose,\u00a0<strong>Pr\u00e2\u0146a e V\u00e2san\u00e2<\/strong>\u00a0\u2026\u00a0<em>\/CONTINUA\/<\/em><\/p>\n<p><strong>* I Cinque testi sono: Gorak\u015fa\u015batakam, Ha\u0163haprad\u00eepik\u00e2, Ghera\u0146da Samhit\u00e2, \u015aiva Samhit\u00e2, Siddhasiddh\u00e2ntapaddhati.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<!--nextpage--><br \/>\n<strong><em>Parte seconda<\/em><\/strong><\/p>\n<h4>La base concettuale dello Yoga<\/h4>\n<p><em>\u201cYo\u2019p\u0101napr\u0101nayoryogah svarajoretasastath\u0101 s\u016bryacandramasoryogah jiv\u0101tmaparam\u0101tmanoh evam tu dvandavaj\u0101lasya samyogo yoga ucyate\u201d.<\/em><br \/>\n<strong><em>\u201cL\u2019unione di Pr\u0101na e Ap\u0101na, o allo stesso modo quella di Rajas e Retas, o del Sole e della Luna, o del Jiv\u0101tma e Param\u0101tma (in sintesi) la fusione di tutte le coppie di opposti, questo \u00e8 chiamato Yoga\u201d.\u00a0<\/em><\/strong><em><br \/>\n<\/em>Yoga-b\u012bja 89-90<\/p>\n<p>Questo spunto tratto dallo\u00a0<strong>\u201cYoga-b\u012bja\u201d<\/strong>\u00a0(che tuttavia non \u00e8 tra i testi compresi nello studio) \u00e8 di grande utilit\u00e0 ed esprime correttamente il nostro punto di vista, relativamente al soggetto argomento di questa sezione. Non soltanto fornisce una definizione di Yoga che pure ben si adatta ai nostri testi, ma specificando le coppie di opposti che possono essere considerate per tale fusione, rivela il quadro concettuale alla base del loro sistema.<br \/>\nVediamo qui di seguito.<\/p>\n<h4>Concetto di \u015aakti<\/h4>\n<p>Come sappiamo, tutti i cinque testi postulano l\u2019esistenza di \u201c\u015aakti\u201d che chiamano anche \u201cKundalin\u012b\u201d. L\u2019insieme delle pratiche, quali vengono prescritte, puntano direttamente o indirettamente al risveglio di questa \u015aakti (es. Kundalin\u012b-prabodha), suscitando certe correnti percettibili ne corpo dal basso verso l\u2019alto, come pu\u00f2 essere dalla regione del coccige fino al cervello. Ora, questa Kundalin\u012b- \u015aakti non \u00e8 una mera ipotesi concettuale ma qualcosa di pratico, come la stessa elettricit\u00e0 che pu\u00f2 essere dimostrata attraverso i suoi effetti. Questo fenomeno \u00e8 testimoniato da molti praticanti Yoga che riescono ad avvertire il passaggio di queste correnti dentro il loro corpo e anche dagli effetti neuro-fisiologici di tali flussi. Inoltre, queste correnti sembrano manifestare le stesse regolari disposizioni nella struttura corporea anche quando le persone che ne fanno esperienza non possiedono altre conoscenze in merito. Il fenomeno \u00e8 un fatto e non una fantasia.<br \/>\nSar\u00e0 opportuno quindi esaminare pi\u00f9 dettagliatamente il concetto di \u015aakti, in quanto tale, per l\u2019importante posizione che occupa nel pensiero filosofico indiano in generale e nel sistema dello Yoga cos\u00ec come viene formulato in questi testi. In particolare la \u015aakti si risolve nella Kundalin\u012b- \u015aakti attraverso vari stati intermedi.<br \/>\nIl concetto di \u015aakti come Potenza primordiale risalta con evidenza attraverso fasi successive della letteratura e del pensiero filosofico indiani, variando significato e connotazione. Si parla di due forme, l\u2019una visibile e l\u2019altra sottile. Mentre il mondo fenomenico rivela l\u2019azione evidente della \u015aakti nella realt\u00e0 esteriore, l\u2019attivit\u00e0 sottile che interviene stimolando la mente ne manifesta l\u2019azione nella realt\u00e0 interiore.<br \/>\n\u015aakti fa sentire ovunque e sempre la sua presenza, come l\u2019effetto da ogni causa, nel movimento dei corpi, nella manifestazione dell\u2019energia, o anche nell\u2019attribuzione di significato attraverso una parola (es, in \u201csphota\u201d). \u015aakti \u00e8 allo stesso tempo causa materiale (Upad\u0101n\u0101) ed efficiente (Nimitta) dell\u2019Universo, essenza primaria del mondo e origine di ogni sorta di diversit\u00e0. \u015aakti possiede entrambi gli aspetti, il trascendente e l\u2019immanente, ci\u00f2 che risolve la dualit\u00e0 di materia e spirito, cos\u00ec come quella di causa ed effetto. La divisione di cui si parla, tra entit\u00e0 inerti e intelligenti, non sussiste pi\u00f9 quando si ricordi (con gli\u00a0<em>\u015aakta<\/em>) che ogni cosa \u00e8 manifestazione di \u015aakti. Peraltro, nello Yoga di Pata\u00f1jali, \u015aakti viene definita Jada o Acit, e Cetana o Cit, a seconda del riferimento ad un sostrato inerte oppure cosciente (cfr. Drkdar\u015bana\u015bakti o Svasv\u0101mi\u015bakti).<br \/>\nGli autori dei nostri testi si discostano da questo punto di vista, e argomentano che tale \u201cAcitta\u015bakti\u201d \u00e8 semplicemente una modificazione grossolana di \u201cCitta\u015bakti\u201d, dal momento che \u015aakti \u00e8 uno e tutto-nel-tutto. \u015aakti non \u00e8 solo il Principio Creatore dell\u2019Universo ma l\u2019Uno che racchiude in s\u00e9 ogni cosa. Allora, ci\u00f2 che viene chiamato creazione e dissoluzione dell\u2019Universo non \u00e8 altro che, rispettivamente, l\u2019aspetto evolutivo (Par\u0101k) ed involutivo (Pratyak) della \u015aakti. Sembra che questo concetto della \u015aakti si sia sviluppato al tempo in cui le culture e le tradizioni Agama e Nigama si integrarono, e l\u2019idea di Pr\u0101na propria della cultura Agama si identific\u00f2 con quella di \u015aakti del Nigama. Infatti entrambe venivano considerate come due facce di una stessa medaglia, essendo \u015aakti l\u2019aspetto potenziale di Pr\u0101na e Pr\u0101na la forza motrice di \u015aakti. Questo \u00e8 il motivo per cui, nei testi qui studiati, riferendoci al \u201cKundalin\u012bprabodha\u201d i due termini sono usati come sinonimi\u2026<em>\/CONTINUA\/<\/em><\/p>\n<p>[icon_link style=&#8221;tag&#8221; color=&#8221;orange&#8221;]<em>Chi \u00e8 interessato ad avere l\u2019opera completa, di cui questo \u00e8 un estratto, pu\u00f2 contattare la segreteria del Centro (vedi alla voce \u201c<a title=\"Contatti\" href=\"http:\/\/www.kgfree.com\/yoga\/contatti\/\">Contatti<\/a>\u201d)<\/em>[\/icon_link]<!--:--><!--:en-->Sorry, this entry is only available in Italian.<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><!--:it-->Lo studio che presentiamo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ottobre del 1966 sulla rivista <em>Yoga-m\u00eem\u00e2ms\u00e2<\/em> edita dal <strong>Kaivalyadh\u00e2ma Institute<\/strong> di Lo\u0146\u00e2vla (Bombay) ed \u00e8 stato riproposto tradotto dall\u2019inglese in versione assolutamente integrale [\u2026]<!--:--><!--:en-->Sorry, this entry is only available in Italian.<!--:--><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":775,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-712","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-per-approfondire"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/712","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=712"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/712\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1815,"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/712\/revisions\/1815"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/media\/775"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/centropurnayoga.it\/yoga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}